Catastrofi a colori


La lezione numero uno del buon fotografo (o direttore della fotografia) è che luce e colori sono gli strumenti fondamentali per definire il sentimento di un immagine. Una scena allegra e gioiosa avrà colori caldi e luci accese, una triste e drammatica sarà accostata a toni freddi e ombre scure.
Amze Emmons, illustratore di stanza a Philadelphia, deve averlo capito bene. E infatti fa esattamente il contrario. Le sue immagini di ambienti desolati ed emergenze post-catastrofe acquistano una strana forza spiazzante, piene come sono di luci forti e colori accesi.
Via Co.Design.
Heaps of Language

Ecstatic Alphabets/Heaps of Language brings together historical and contemporary works of art that treat language not merely as a system of communication governed by grammatical rules and assigned meanings, but as a material that can be manipulated with creative freedom, like paint, clay, or any other artistic medium.
L’esposizione è al MoMA, ma anche per noi comuni mortali che non siamo da quelle parti c’è un archivio online pieno di cose belle.
And maybe I believe you, sort of

“Europe”, il nuovo disco degli Allo Darlin’, è una collezione di luccicanti canzoni pop. Guidate dalla voce squillante di Elizabeth Morris e da una chitarra jangle che pesca a piene mani dalla tradizione indie pop inglese (e ogni tanto si affaccia addirittura dalle parti dei REM), splendono al sole senza la pretesa di fare colpo al primo ascolto.
Dopo che il primo album omonimo gli ha portato non pochi consensi e li ha fatti conoscere in giro per l’Europa e non solo, è da apprezzare il modo in cui gli Allo Darlin’ hanno scelto di affrontare la prova – spesso ardua – del secondo disco. Puntando tanto sulla cura dei suoni e lasciando da parte l’impatto vigoroso degli esordi, a favore di canzoni dal fascino più sottile. Canzoni che finiscono in ogni caso per creare dipendenza, ma insinuandosi in testa in modo meno diretto, preferendo l’arma del tono a quella della melodia.
“Europe” è un disco delicato ma per niente fragile, che prende vita quando finisce – quasi inevitabilmente – per catturare l’attenzione di chi ascolta. Dopo, diventa solo più che piacevole, ogni volta, farlo partire da capo.
Una guida pratica

Pochissimo tempo per scrivere cose qui sopra, in questi giorni.
Ma non così poco per non segnalare l’ottima guida pratica “Regole comportamentali per un concerto”. Da sottoscrivere punto per punto.
[Foto via Brandon Remler]
Libri eschimesi

Probabilmente non è comodissimo se hai bisogno proprio di quel libro lì, laggiù in basso, ma il Book Igloo costruito dal colombiano Miler Lagos ha senza dubbio il suo fascino.
Via Fubiz.
Long black cars
Decidiamo di andare dopo esserci accorti che le nostre ombre erano già lunghe a terra. Scendiamo dalla collina con il sole in faccia, ormai piegato verso il tramonto.
Guido lungo la strada in discesa, restio a passare dalla terza marcia alla quarta. La giornata è scivolata tranquilla, piena di sole, stesa su un prato, in mezzo a gente amica, con cose buone da mangiare e da bere. Non c’è motivo di avere fretta.
Scaricati passeggeri incomodi, restiamo soli. Sulla strada nazionale che porta alla città prendi il lettore mp3 e scegli un disco bello. Dura il tempo esatto che impieghiamo per arrivare fino a casa. Traffico e semafori compresi. Parcheggiamo sulle note dell’ultima canzone.
Vere avventure



Nadine Boughton è un’artista americana (di Gloucester, Massachusetts) specializzata in collage. La sua ultima serie di lavori si chiama True Adventures e sovrappone agli ambienti puliti e confortevoli delle riviste di interni anni ’50 e primi ’60 le illustrazioni avventurose e selvagge che animavano negli stessi anni le storie per ragazzi in vendita in tutte le edicole. Il risultato è surreale, affascinante e scava tra le certezze e le insicurezze di un’era poi non così lontana.
Via Coilhouse.
Pointback

Gli It’s A Musical sono facili da spiegare. Lei svedese, lui tedesco, sono un duo di stanza a Berlino. Lei suona le tastiere e il più delle volte canta. Lui suona la batteria e ogni tanto canta. Fanno musica pop.
La prima cosa che salta all’orecchio ascoltando le loro canzoni è l’essenzialità: la semplicità diretta dettata dall’uso di due soli strumenti. Per giunta in un’accoppiata abbastanza insolita. Basta però andare un poco oltre per accorgersi che il lavoro dietro la superficie è profondo e imprevedibile.
Quello degli It’s A Musical è un gioco a due mosse: creare strutture non banali con i mezzi messi a disposizione da tastiere e batteria e riuscire poi a rinchiuderle entro il recinto essenziale della forma pop. Ne escono canzoni dirette, che non fanno fatica, con i loro ritornelli colorati, a insinuarsi in testa e lì rimanere ben ancorate. Ma canzoni – ci si rende conto presto – non così semplici come sembrano, capaci di adattarsi di volta in volta alle pieghe degli umori di chi ascolta.
For years and years è il loro secondo album. Come il loro esordio del 2008, il sorprendente The music makes me sick, esce per la sempre infallibile Morr Music.
Diagrammi e torte

Sembra incredibile che nessuno ci avesse ancora pensato: il diagramma a torta con gli ingredienti delle torte.
Via Co.Design.
