Never mind the bee stings

Honey honey honey

Posted in Parole by matteb83 on 29 dicembre 2011

Finisci di dare una passata veloce con la scopa al pavimento della sala e a quello dell’ingresso, mentre la morosa è impegnata con gli ultimi ritocchi della cena. La tavola è apparecchiata e nello stereo gira un disco tranquillo ma non troppo a volume contenuto.

Dalla cucina arrivano profumi più che invitanti, ma non ti è permesso sbirciare troppo: il menù, per te e per gli altri amici invitati, deve essere una sorpresa. L’unico indizio noto, costante di base della serata, è che il tutto sarà a base di miele. Antipasto, primo piatto, secondo e dolce.

Non è tua l’idea. Ha fatto tutto l’amata donzella con cui dividi la casa. Una cena a base di miele pensata perché il sottoscritto ha deciso di aprire un blog che nel titolo parla di api.

La senti armeggiare di là, tra ciotole e stoviglie. Conoscendola, a quest’ora la cucina sarà un disastro. Tra qualche minuto però ne usciranno cose buonissime, che gusterai ancora una volta stupito e riconoscente. Ci sarà tempo poi domani, per sistemare.

Quel titolo – Never mind the bee stings – è arrivato per caso, dopo che le due o tre idee precedenti erano state scartate. Perché troppo banali, perché poco a fuoco, perché i domini scelti, dannazione, erano già occupati da altri blogger.

E’ successo una sera, mentre per casa suonavano le note di un vecchio EP dei Lucksmiths. Si chiama A little distraction, ed è un disco a cui sei molto affezionato. Breve e senza un brano fuori posto. L’ultima canzone in scaletta si chiama Honey honey honey: un numero vagamente funk, giustamente ondeggiante, che su di te ha sempre esercitato un fascino pungente.

Honey, honey, honey, let’s slow down / I’m only new in town / I’m nasty and unshaven / Maybe it’s about time that I said / Baby we should go to bed / I’m tired of misbehavin’. Tonight I want to watch the evening news / And share a beer with you / And be in bed by nine or so. Ascoltando una volta ancora quelle parole, ti ci sei ritrovato dentro come mai era successo prima. Buona parte di quanto successo nell’ultimo anno, tra gioie e qualche ansia, si poteva racchiudere senza sforzi in quelle due strofe. E la ragazza in questione – honey, honey, honey – è la stessa che ora, in cucina, sta colando un filo di miele su un delizioso piatto di ravioli ancora fumanti.

Nel ritornello di quella canzone, ti sei accorto quella sera, c’è la ricetta per continuare questa vita insieme. Parole semplici e sagge, o forse soltanto una sorta di divinazione del futuro. But the city lights are burning / And they couldn’t care about these things / Walk me in the morning through the clover / Never mind the bee stings.

Ma non è più tempo per indugiare in questi pensieri. Suonano alla porta. Gli amici stanno salendo le scale, e tutto è pronto per accoglierli a dovere.

Una cena per un blog è un’idea scema. E’ una cena per noi, infatti. A base di miele. Sicuri che le api, almeno questa volta, non pungeranno.

Mp3: The Lucksmiths > Honey honey honey

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Una Risposta

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  1. […] un po’ per innata passione e un po’ per dovere derivato dal nome di questo blog, si ha un’attenzione particolare per tutto ciò che concerne miele e mondo delle […]


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