Never mind the bee stings

In search for beauty, in search for purpose

Posted in Solo canzonette by matteb83 on 31 luglio 2012

Mi piacciono quelle (e quelli) come Masha Qrella. Personaggi che hanno ben chiaro ciò che vogliono fare e lo fanno con i loro tempi, indifferenti alle mode e ai gusti prevalenti del momento. Si muovono nel loro universo, maneggiando con cura e competenza una materia che conoscono come le loro tasche, perché in qualche modo quella materia è parte di loro. E non si può sbagliare: ciò che sanno tirar fuori, alla fine, è qualcosa di vibrante e sincero, scaldato dalla passione e dalla convinzione che l’ha generato.

Il nuovo album di Masha Qrella si chiama Analogies, esce per Morr Music, ed è un disco in bianco e nero, semplice e sottile, quasi scheletrico, ma non triste. Piuttosto notturno, adatto tanto a queste notti d’estate che per la penombra delle tapparelle abbassate contro il caldo soffocante. E’ un disco di canzoni pop costruite per sottrazione, in cui sembra quasi ci si preoccupi più degli spazi vuoti che di quelli riempiti dai pochi strumenti in campo: voce, chitarra, basso, batteria, qualche tastiera.

Tra ballate e incantevoli spazi riflessivi (Take Your Time, Call My Name, Take Me Out), composti e trascinanti momenti up-tempo (Crooked Dreams, One Step) e aperture ad andamenti insoliti (Last Dance, Hawaii), Analogies si rivela un disco sottovoce e delicato, capace però di guadagnarsi spazio e ascolti con la sola forza della propria solidità e sincerità.

Mp3: Masha Qrella > One Step

Mp3: Masha Qrella > Take Me Out

Egg box

Posted in Scemenze by matteb83 on 27 luglio 2012

Otília Andrea Erdélyi, studentessa alla ungherese Moholy-Nagy University of Art and Design, si è inventata un nuovo contenitore per le uova. Elegante e salvaspazio, senza dubbio. Ma c’è un problema: i ragazzini con che cosa ricoprirebbero le pareti delle loro improvvisate sale prove, per insonorizzarle?

Via Co.Disign.

Cinecittà

Posted in Carte, Proiezioni by matteb83 on 26 luglio 2012

Quanti film che nel titolo citano una strada, un parco, un edificio – insomma un luogo – riuscite a ricordare? E quanti luoghi di finzione che compaiono all’interno di un film e restano impressi nell’immaginario collettivo potreste enumerare? Il gruppo di designer inglesi We Are Dorothy ne ha raccolti circa novecento e li ha utilizzati per creare una mappa dei luoghi del cinema.

Il modello è una vecchia mappa di Los Angeles – ovviamente – ma sopra sono raccolti titoli e luoghi resi famosi da pellicole di ogni epoca. A nord-est, ad esempio, passa la Lost Highway, che sfocia da un lato nella Road To Ruin e dall’altro in Road To Opportunity. Oppure c’è il lago Reservoir Dogs, con Shutter Island (ed Escape From Alcatraz), The Rock e The Hot Rock, The Island, The Beach e anche Titanic. E come ogni città, ci sono anche le zone poco raccomandabili. The Killing Fields, ad esempio, nella zona di Zombieland, che ospita nelle vicinanze Hostel, Hostel 2, Grindhouse, Gate of Hell e The Road. Ma tranquilli, a pochi passi da lì c’è anche la Rock ‘n’ Roll High School.

Via Co.Disign.

Bring me trouble

Posted in Solo canzonette by matteb83 on 25 luglio 2012

Spiace dirlo, ché da queste parti a Sondre Lerche si vuole bene, ma l’ultimo album davvero all’altezza del prolifico e senza dubbio talentuoso cantautore norvegese si intitolava Phantom Punch e risale al 2007, ormai cinque anni fa. Lì Sondre Lerche giocava a fare il rocker, tirando fuori suoni un po’ graffianti e un po’ lo-fi, ma senza mai andare davvero fino in fondo. Cioè, senza mai prendersi davvero sul serio. E l’idea proprio per questo funzionava: non un’improbabile “svolta rock”, ma più che altro un omaggio a quello stile. Come del resto era successo esattamente un anno prima con Duper Sessions: album che rendeva omaggio invece all’epoca d’oro del jazz e dello swing.

Nell’attesa che la scrittura e le idee tornino a quei livelli, l’altro giorno il buon Sondre Lerche ha tirato fuori dal cassetto questa Boxing Day, canzone pescata dalle sessions per Phantom Punch e rimasta finora inedita. Ascoltandola si ha fra le mani un perfetto bignami di quello che Sondre Lerche è capace di fare.

Mp3: Sondre Lerche > Boxing Day

Not Banksy

Posted in Immaginare by matteb83 on 19 luglio 2012

Lui si chiama Nick Stern, è un fotografo inglese, e ha provato a ricreare in tre dimensioni e poi fotografare i rovesciamenti assurdi e rivoluzionari ideati da Banksy. Alcuni reggono bene anche fuori dal muro a cui appartengono.

Via Fubiz.

Puramente casuale

Posted in Proiezioni, Solo canzonette by matteb83 on 18 luglio 2012

Gli anni ’70 non sono di gran moda, al momento. E il poliziottesco – i film polizieschi all’italiana prodotti in quel decennio – è un genere di culto non particolarmente diffuso al di fuori della sua nicchia di appassionati. Eppure i Calibro 35 – che dalle rutilanti colonne sonore di quei film, frullati di funk, jazz, prog e garage rock, traggono immaginario e ispirazione – continuano a non sbagliare una mossa, un disco, un concerto, raccogliendo anno dopo anno un pubblico sempre più numeroso ed entusiasta.

Il loro ultimo album, fuori ormai da qualche mese, si chiama Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale: disclaimer che ogni amante del buon cinema conosce bene. Non so se sia il loro album migliore – non mi azzardo a fare classifiche e di mezzo ci sono anche tante cover di brani intoccabili – ma di certo è il più divertente e vivace. Tra i tempi sincopati, gli organi d’altri tempi e le chitarre taglienti, salta fuori una band non solo del tutto a suo agio con la delicata e misteriosa materia che si ritrova a maneggiare, ma anche libera di spaziare tra le tante possibilità rimaste inesplorate, in quegli anni lontani di rapine, inseguimenti e sparatorie.


Tre pollici e mezzo

Posted in Immaginare by matteb83 on 16 luglio 2012

I ritratti su floppy disk dell’artista inglese Nick Gentry mischiano, con poche semplici mosse, passato, presente e futuro.

Via We Heart.

Words collision

Posted in Effetti speciali, Proiezioni by matteb83 on 13 luglio 2012

Una decina di giorni fa è arrivata la notizia della scoperta (forse) del Bosone di Higgs, nata dagli esperimenti in corso al CERN di Ginevra che utilizzano il Large Hadron Collider: una grande macchina in grado di far scontrare protoni e ioni a velocità vicine a quelle della luce.

Ma se invece che particelle subatomiche all’interno del LHC si potesse far scontrare qualcos’altro? Magari qualcosa di diverso ma di altrettanto impalpabile come possono essere le parole? Moritz Heller, studente alla Academy of Visual Arts di Francoforte, ha provato a pensare cosa succederebbe. Prima, semplicemente, le parole si scompongono nelle lettere da cui sono formate. Ma aumentando la velocità anche le lettere scompaiono e restano soltanto i suoni, ognuno con la sua distinta traccia fonetica.


Via Co.Design.

I just saw a rainbow fall into the floor

Posted in Solo canzonette by matteb83 on 11 luglio 2012

Nell’attesa di sapere se i Sonic Youth esistono ancora o se dopo il divorzio tra Thurston Moore e Kim Gordon dobbiamo considerali un capito chiuso, fuori c’è un bell’album solista firmato da Lee Ranaldo. Il disco si chiama Between The Times And Tides e pur non essendo la prima uscita a nome Lee Ranaldo (stando a Wikipedia è anzi la numero nove), è però la prima fatta di canzoni e non di improvvisazioni ed esperimenti noise.

Canzoni vere e proprie, guidate da chitarre ruvide, figlie di un tempo in cui il termine indie rock indicava ancora un genere musicale definito e non un vago sentire applicabile a qualsiasi cosa. Canzoni non sempre semplici, spesso scure e involute, ma in ogni occasione fondate su una scrittura più che sicura. Esattamente quello che ci si poteva aspettare da Lee Ranaldo, insomma. E non staremo certo a lamentarcene.

Jimmy Cobain

Posted in Collegamenti by matteb83 on 10 luglio 2012

Sul sempre ottimo minima et moralia, Christian Caliandro azzarda un interessante paragone tra il fu leader dei Nirvana Kurt Cobain e Jimmy Darmody, tormentato personaggio della serie tv Boardwalk Empire interpretato da Michael Pitt. Che peraltro qualche anno fa aveva vestito i panni proprio di Kurt Cobain nel film Last Days di Gus Van Sant.