Never mind the bee stings

The gloaming

Posted in Parole by matteb83 on 26 settembre 2012

Dopo essere rimasto bloccato in tangenziale, arrivo all’aeroporto per le diciassette e quarantacinque, appena in tempo per accogliere la morosa di ritorno dalla Tanzania. Tornando verso casa, in tangenziale, siamo bloccati di nuovo. “Ma è tutta gente che va al concerto?”, ci chiediamo stupiti. E spazientiti. In parte sì, probabilmente. E in parte è gente che va al Cersaie, in Fiera, a poca distanza dal Parco Nord. Una concomitanza di eventi che non aiuta affatto il defluire del traffico.

Restiamo a casa giusto il tempo per appoggiare le valigie, scartare i rispettivi regali e cambiarci. Poco prima delle otto siamo di nuovo in macchina, e grazie a un’abile scelta di percorso riusciamo a schivare il traffico fino all’inevitabile coda in via Stalingrado. “Il parcheggio non è un problema”, dico. “Conosco un posto segreto dove non c’è mai nessuno”.

Il posto segreto è pienissimo. Riusciamo a parcheggiare per miracolo infilando la macchina nell’ultimo spazietto rimasto a disposizione. La delusione di vedere svelato così platealmente un segreto di cui pensavo essere l’unico custode è grande, ma è anche l’unica della serata.

E viene cancellata velocemente dalla scoperta che – grazie al cielo – avendo comprato i biglietti direttamente dal sito dalla band non ci tocca inoltrarci nell’enorme grumo scomposto di gente in attesa di cambiare le proprie ricevute di prevendita online, ma ci aspetta anzi un ingresso dedicato con tempo di attesa pari a zero. E ci forniscono pure di un grazioso braccialetto.

Entriamo che Caribou e compagni stanno chiudendo il loro set. Facciamo giusto in tempo a sentire Odessa e una splendida e lunghissima Sun. La zona davanti al palco è già pienissima e trovare un punto in cui si riesca contemporaneamente a vedere e a sentire qualcosa è impresa complicata. Per cui decidiamo di arrampicarci sulla collinetta, alla ricerca di una coppia di amici che riusciamo a individuare con sorprendente facilità.

Da quassù, quando si spengono le luci sul pubblico e i Radiohead entrano in scena, i bagliori – a migliaia – degli schermi dei telefonini e delle macchine fotografiche sembrano una scelta calcolata per estendere in orizzontale e completare lo straordinario spettacolo a led che fa da scenografia al palco.

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