Never mind the bee stings

Gun-Mixed

Posted in Solo canzonette by matteb83 on 31 gennaio 2013

Ho già avuto modo di sottolineare come Shields dei Grizzly Bear sia uno dei dischi migliori e di maggior peso usciti lo scorso anno. E prima ancora avevo anche avuto modo di raccontare quanto in particolare la canzone intitolata Gun-Shy sia capace di coinvolgere e rapire chi si mette all’ascolto.

Ora di quella canzone è uscito un remix, firmato dal talentuoso dj e producer norvegese Lindstrøm, che, come ogni buon remix, stravolge il brano di origine, ma, come ogni ottimo remix, lo reinventa senza perdere un briciolo del suo valore originale.

Chitarre

Posted in Immaginare by matteb83 on 21 gennaio 2013

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Sessantaquattro chitarre degli ultimi cento anni. Si compra (e si esplora nel dettaglio) qui.

E c’è anche la air guitar.

Via Co.Design.

Turning dust into diamonds

Posted in Proiezioni by matteb83 on 18 gennaio 2013

Treeless

Posted in Immaginare by matteb83 on 15 gennaio 2013

sunday-afternoon

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olives-trees

olive-sun_no-trees

Dopo i quadri famosi senza persone, non potevano mancare i quadri famosi senza alberi, idea ambientalista firmata da Iain Woodhouse, ricercatore dell’Università di Edinburgo.

High living

Posted in Solo canzonette by matteb83 on 14 gennaio 2013

Quando, qualche anno, fa dal magma della retromania e dell’immaginario anni ’80 è emerso quel suono elettronico affogato nei riverberi e a bassa fedeltà ribattezzato poi chillwave, era facile prevedere che quel momento non avrebbe avuto un futuro, ma sarebbe rimasto, appunto, un momento, una stagione musicale estemporanea. E non era nemmeno un grosso problema: per sua stessa natura – indolente, vaporosa – quella musica non dava segno di volersi muovere e non se ne curava. A suo modo, era uno degli aspetti che la rendevano attuale, piacevole, interessante e anche – a voler esagerare – coraggiosa.

Quella previsione, o meglio quel dato di fatto, è stato poi confermato, e la stagione della chillwave, impalpabile come era emersa, si è dissolta nell’aria. Qualche traccia, però, è rimasta. Qualcuno è riuscito a raccoglierne l’eredità, custodendola – mi piace pensare – in un barattolo, e a portare quei suoni in una nuova direzione.

Non era difficile prevedere che quel qualcuno sarebbe stato Toro y Moi, l’unico che fin dall’esordio – a differenza dei vari Neon Indian, Washed Out, Con Truise – portava con se ambizioni musicali capaci di travalicare il genere. Il soul, il funk e in generale la tradizione black degli anni ’70 è sempre stato l’altro tassello del suono di Chazwick Bundick. Saltava fuori in modo forse fin troppo esuberante, fino ad andare fuori fuoco, nel secondo album a firma Toro y Moi, Underneath the Pine, ma nel nuovo Anything in Return finisce per essere l’ingrediente fondamentale, quello che crea il giusto equilibro. Un equilibrio bizzarro, adagiato su un’elettronica indolente ma continuamente scosso da brividi funk, come un Curtis Mayfield incapace di riposare in pace.

Matematica urbana

Posted in Immaginare by matteb83 on 10 gennaio 2013

Via GOOD.

Pesare le parole

Posted in Messaggi, Parole by matteb83 on 9 gennaio 2013

21 Emotions For Which There Are No English Words

Al netto della leggenda metropolitana secondo cui gli Inuit hanno un numero altissimo di parole per dire neve (in realtà sono solo due e la confusione deriva dal fatto che la loro è una lingua polisintetica), il ruolo delle parole per descrivere il mondo che ci sta intorno è un argomento che ho sempre trovato affascinante. Prima e dopo i miei non proprio brillanti studi di semiotica all’università.

Per tale motivo non posso certo restare indifferente davanti a questa mappa che accosta a una serie di parole inglesi che descrivono emozioni, parole o locuzioni di altre lingue che non trovano un corrispondente in inglese. Lo schema, ideato da uno studente di design di nome Pei-Ying Lin, privilegia le lingue orientali (giapponese, cinese, coreano), ma dà spazio anche a qualche termine di origine europea. Tra questi, l’italianissimo Ti voglio bene. Che in effetti in inglese è pericolosamente compreso nella formula I love you, lasciando al contesto il delicato compito di chiarire il tipo e il grado di emozione a cui si sta facendo riferimento.

D-D-Dance

Posted in Sì viaggiare, Solo canzonette by matteb83 on 8 gennaio 2013

Loro si chiamano The Royal Concept, sono quattro ragazzoni svedesi, e hanno tutte le carte in regola per farsi conoscere ben oltre la loro natia Stoccolma. Proprio al Debaser di Stoccolma, storico rock club cittadino, ho avuto la fortuna di vederli poche sere fa, in chiusura di un breve ma splendido soggiorno natalizio svedese. A giudicare dall’affluenza massiccia e dal calore del pubblico, la scena locale l’hanno già conquistata, ma quello che più colpisce guardandoli dimenarsi sul palco è la loro anima da perfette rockstar, quasi d’altri tempi. Sbruffoni, atletici, piacioni ed esaltati, ma anche capaci – al momento giusto – di non prendersi per niente sul serio, ad esempio decidendo di chiudere il concerto con una impeccabile (e improbabile) cover di Last Nite degli Strokes.

Al momento hanno all’attivo un EP omonimo che in verità rende poca giustizia a quanto sono capaci di fare sul palco e rischia di farli catalogare troppo in fretta come cloni appena più esuberanti dei Phoenix. Da quello che ho visto dal vivo, invece, i termini di paragone da tirare fuori sono molto più inglesi e includono band come Wombats o Two Door Cinema Club, ma con una più spiccata propensione verso l’uso di tastiere e synth. E con meno malinconia anglosassone. Insomma, da tenere d’occhio.

Iniziare da qui (non è affatto male)

Posted in Sì viaggiare by matteb83 on 7 gennaio 2013

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