Never mind the bee stings

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Posted in Collegamenti, Parole by matteobenni on 25 settembre 2013

Non sono esattamente un esperto di fantascienza, ma il genere mi piace e quando capita mi faccio prendere volentieri da strane storie ambientate in futuri apocalittici o universi paralleli. Così quando quelli di Barabba hanno annunciato che anche per quest’anno stavano preparando un ebook collettivo e fantascientifico, ho voluto provare a inventarmi qualcosa.

Il libro si chiama L'(n+1)esimo libro della fantascienza, è uscito oggi e si scarica gratis nel formato che preferite (pdf, epub, mobi). Dentro ci sono svariate cose belle e a un certo punto, attorno a pagina trecento, compare anche un racconto firmato dal sottoscritto. Si intitola L’Oostvaard e il Conglomerato e inizia così.

Quando Sander Bos aveva iniziato a correre si era sentito uno stupido: bastava uno spazio troppo grande per farlo scappare. Scappare dove, poi? Perché correva? Non riusciva a capirlo. E al tempo stesso non riusciva a fermarsi.

L’istinto della fuga era arrivato di colpo, all’alba. Era il suo quinto giorno fuori dal Conglomerato.

La notte l’aveva passata appollaiato tra i rami di ungrosso albero. Il tronco emanava un piacevole odore dolciastro, uno dei tanti profumi che non aveva mai sentito prima. Quel posto ne era pieno.

Più che l’alba, a svegliarlo era stato il gracchiare di una famiglia di aironi color cenere che aveva trovato casa qualche ramo sopra la sua testa. Gli ci erano voluti alcuni secondi per ricordare come fosse finito lì, e qualche altro istante per considerare che ormai aveva perso del tutto il senso dell’orientamento.

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