Never mind the bee stings

Tempismi

Posted in Serietà by matteobenni on 20 gennaio 2015

Sono andato a controllare e risale alla fine del 2012, quindi a più di due anni fa, l’ideazione di F.I.CO., acronimo che sta per Fabbrica Italiana Contadina: un progetto che prevede la creazione a Bologna di un enorme parco aperto al pubblico e dedicato all’agro-alimentare italiano. Da allora le notizie attorno a questa partita, di grande importanza per la città, sono state molte, a volte anche confuse: sui protagonisti del progetto, sulle modalità di realizzazione, sui tempi. Una cosa però è sempre stata chiarissima da subito: il nuovo parco sarà costruito negli spazi dell’attuale mercato ortofrutticolo cittadino e di conseguenza gli operatori che lavorano e vendono ancora oggi in quegli spazi saranno trasferiti in una nuova zona, poco distante e all’interno della stessa area.

Ho voluto andare a controllare tutto ciò perché questa mia certezza (acquisita in due anni di cronache sulla stampa locale dedicate al progetto) ha vacillato domenica scorsa leggendo che gli operatori del mercato ortofrutticolo hanno chiesto, tramite avvocato, di posticipare l’avvio dei lavori. Lavori che, appunto dopo due anni d’attesa, stanno finalmente partendo proprio in questi giorni. Nello specifico gli operatori chiedono di “posticipare l’avvio dei lavori di 2-3 settimane, dandoci il tempo di valutare con calma se gli spazi, in cui dovremmo traslocare, siano sufficienti”.

Ecco, quel “dandoci il tempo di valutare con calma” proprio non lo capisco. Dato che persino io – comune cittadino, in nessun modo coinvolto nel progetto F.I.CO. – sapevo che gli operatori del mercato ortofrutticolo sarebbero stati spostati, come è possibile che fino ad oggi quegli stessi operatori non si siano minimamente interessati della loro sorte? Come è possibile che non abbiano mai pensato – due anni fa, un anno fa, sei mesi fa, due mesi fa – di chiedere di vedere gli spazi in cui sarebbero stati spostati e valutare – due anni fa, un anno fa, sei mesi fa, due mesi fa – se quegli spazi erano idonei alle loro esigenze?

Questo di F.I.CO. e del mercato ortofrutticolo è un esempio emblematico ma la banale domanda “Non potevano pensarci prima?” viene in mente con una frequenza preoccupante leggendo le tante polemiche che ciclicamente si aprono, soprattutto sulle cronache locali. Sicuramente spesso ci sono complicazioni burocratiche e sicuramente altrettanto spesso ci sono problemi di comunicazione tra i soggetti coinvolti in questo o in quel progetto. Provare a interessarsi dell’impatto che questo o quel progetto avrà sulla propria vita qualche tempo prima del giorno di avvio lavori, però, è un’idea semplice e di buon senso che dovrebbe venire in mente senza bisogno di suggerimenti esterni.

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