Never mind the bee stings

Feedly down

Posted in Gli internets by matteobenni on 12 giugno 2014

Un paio di riflessioni sul down di Feedly, il reader RSS che ha sostanzialmente preso il posto del defunto Google Reader, da ieri oggetto di una serie di attacchi DDoS che lo rendono inaccessibile.

La prima è su quanto gli RSS siano, per chi li usa, uno strumento estremamente potente per rimanere aggiornati su ciò che accade nel mondo. Tanto che senza ci si ritrova improvvisamente sperduti in un mare di informazioni e notizie tra cui è difficilissimo orientarsi a vista.

E i social network, qui la seconda riflessione, non riescono affatto a sostituirsi a un sistema tanto elementare. Per quanto si possano curare amici, follower, pagine e contatti, il rumore di fondo è infinitamente superiore rispetto alla rigida e pacata semplicità degli aggiornamenti via RSS.

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Coraggiosa?

Posted in Gli internets, Messaggi by matteobenni on 21 maggio 2014

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Sono piuttosto interessanti – a leggerli con le dovute cautele – i primi dati della ricerca che l’Agenda Digitale del Comune di Bologna e l’Università di Bologna hanno realizzato via Twitter per provare a capire come funziona l’informazione locale in rete. Chiaramente il campione, 6.892 utenti Twitter che hanno risposto a un questionario online, non rappresenta altro che se stesso (l’insieme degli utenti Twitter che si interessano della vita pubblica bolognese e che hanno tempo e voglia di rispondere a questionari online). Quindi tra numeri e tabelle c’è da muoversi con i proverbiali piedi di piombo, scacciando ogni tentazione generalizzatrice.

Detto questo, ci sono alcuni dati che fanno comunque impressione. Su tutti il confronto qualitativo e di opinione tra informazione locale via mass media (giornali, radio, tv) e informazione locale via web. Stando ai volenterosi di Twitter che hanno risposto al questionario, la prima è in profondissima crisi. La giudica “libera” il 23,4%, “a difesa dei cittadini” il 28,3%, “approfondita” il 37,8% e “coraggiosa” appena il 9,9%. Mentre se ci si sposta sul web i dati cambiano: l’informazione locale è “libera” per il 58,6%, “a difesa dei cittadini” per il 49,8%, “approfondita” per il 51,4% e “coraggiosa” per il 38,7%. Ancora, sono numeri da prendere con le pinze, ma bastano a mio parere per avviare qualche riflessione sullo stato e la reputazione della stampa locale in città.

Rifugiati

Posted in Effetti speciali, Gli internets by matteobenni on 14 gennaio 2014

The Refugee Project

The Refugee Project è un’infografica interattiva che permette di visualizzare numeri, luoghi e vicende raccolti dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) tra il 1975 e il 2012. Tra quei cerchi rossi e quelle linee rette ci sono le storie di milioni di persone costrette ad abbandonare la propria casa. E di qualcuna che è riuscita a tornare.

(Via)

Strade animate

Posted in Effetti speciali, Gli internets by matteobenni on 15 aprile 2013

 

L’idea è semplice, ma come spesso accade è la realizzazione ciò che conta davvero. Quelli di Teehan+Lax Labs hanno montato le immagini di Google Street View in un video in stop-motion che viaggia attraverso alcune delle più celebri e spettacolari strade di San Francisco e dintorni.

Game of synth

Posted in Gli internets, Scemenze by matteobenni on 10 aprile 2013

 

Una delle serie tv più acclamate degli ultimi anni – partita giusto due settimana fa con sua la terza stagione – e una delle band più chiacchierate dell’anno – il cui album di debutto dovrebbe arrivare dopo l’estate – riunite per un minuto scarso dalla videocamera di un telefonino.

I CHVRCHES si divertono a rifare, a modo loro, la sigla di Game of Thrones, e l’epico incedere d’archi dell’originale si trasforma in un marziale riff electropop che sarebbe potuto saltar fuori dai synth dei primi Depeche Mode.

Via cavo

Posted in Carte, Gli internets by matteb83 on 21 febbraio 2013

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Solo l’1 per cento del traffico globale delle telecomunicazioni viaggia attraverso satellite, la stragrande maggioranza dei dati è trasmessa attraverso una enorme rete di cavi che attraversa i continenti e soprattutto gli oceani.

Questa splendida mappa-infografica di TeleGeography (cliccando sull’immagine si apre la versione navigabile) mostra nel dettaglio la cablatura sottomarina che collega tutto il pianeta. Con l’aggiunta di qualche utile informazione sulla crescita dei dati trasmessi negli anni e sui millisecondi necessari che un dato impiega per passare da un continente a un altro.

Riconoscimi questo

Posted in Effetti speciali, Gli internets, Immaginare by matteb83 on 20 febbraio 2013

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Se anche voi, come il sottoscritto, non avete un buon rapporto con i vari software di riconoscimento facciale che negli ultimi anni sono spuntati come funghi su social network e gadget tecnologici assortiti, allora non farete certo fatica ad apprezzare l’idea che guida la serie Recognition firmata dal visual artist Manuel Fernández. Simulare con una serie di gif animate lo sforzo incessante di un software di riconoscimento facciale mentre tenta di individuare un volto umano all’interno di fotografie che evidentemente non ne contengono.

Una critica neanche tanto sottile alla crescente pressione tecnologica verso una privacy dai confini sempre più labili e anche una piccola rivincita per tutti quelli che quando vedono il proprio volto automaticamente riconosciuto all’interno di una foto non possono fare a meno di sentire un piccolo brivido freddo lungo la schiena.

Da dove twitti

Posted in Effetti speciali, Gli internets by matteb83 on 1 febbraio 2013

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E’ ipnotico, affascinante e anche un po’ spaventoso. Si chiama Tweetping, l’ha ideato Franck Ernewein, ed è una mappa interattiva che monitora in tempo reale il traffico di tweet a livello mondiale. Con tanto di dettagliate statistiche divise per continente.

Twitter in potenza

Posted in Gli internets by matteb83 on 23 novembre 2012

A margine dell’ennesima, tragica esplosione di violenza nella Striscia di Gaza, sono fioriti i commenti e gli approfondimenti sull’utilizzo dei social media, e in particolare di Twitter, non più solo da parte di semplici cittadini, giornalisti e politici, ma anche da parte dei due eserciti che si contrappongono nelle azioni di guerra.

Non è esattamente una novità: se ne era già parlato anche su queste pagine qualche tempo fa in relazione al conflitto in corso tra il Kenya e il gruppo islamico Al Shabaab, che controlla il sud della Somalia. Ora la cosa è arrivata fino a Israele e se ne sono accorti in tanti.

Come detto, gli approfondimenti e i commenti usciti sul tema sono molti. Non voglio quindi aggiungere altre parole, se non avanzare un precisazione, perché uno dei rischi maggiori quando si tratta di questi argomenti è perdere di vista l’essenza dell’oggetto di cui si sta parlando.

L’oggetto, in questo caso, è Twitter che – stando a Wikipedia – è “un servizio gratuito di social network e microblogging che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri”. Un mezzo di comunicazione, quindi. Niente di più. Efficace, diffuso, utile sotto tanti punti di vista, ma niente più che uno strumento in sé neutro, che chiunque può decidere di utilizzare in un senso o in un altro o in un’altro ancora.

Twitter non è né arma di pace, né campo di battaglia: è entrambe le cose in potenza. Una volta chiarito questo, si può iniziare a parlare.

Nuova visibilità

Posted in Collegamenti, Gli internets by matteb83 on 15 novembre 2012

Due casi negli ultimi tre giorni,  molti altri ce ne sono stati in passato e chissà quanti altri ne arriveranno in futuro. Politici che straparlano dai loro account personali su Twitter o Facebook creando indignazione e puntualmente finendo sui giornali. L’altro ieri era stato il consigliere comunale del Pdl di Vigevano Andrea Di Pietro con un suo triste tweet contro Vendola, oggi è il consigliere di quartiere – sempre Pdl – di Bologna Alessandro Dalrio a dare (con grande originalità) del terùn via Facebook al sindaco di Bologna Virginio Merola.

Da quando i social network sono finiti tra le mani dei politici la pratica si è ampiamente diffusa, e sempre con le stesse modalità: l’insulto postato in sordina sul proprio account personale, a cui segue lo stupore per la reazione indignata di pubblico e stampa, a cui seguono (solo in alcuni casi) delle scuse un po’ piccate  e comunque polemiche.

Spesso si tratta di palesi errori di valutazione, dettati dal fatto che un’ampia fetta degli utenti di Twitter e Facebook – e i politici non fanno eccezione – scrive e posta dimenticandosi di trovarsi in uno spazio pubblico, visibile e accessibile sostanzialmente da tutti. Le tante polemiche legate alla privacy dei social network e le tante raccomandazioni in merito che vengono ripetute – con scarsi risultati – agli utenti derivano da questo evidente problema.

Mi pare però che questo primo periodo – chiamiamolo dell’innocenza – stia rapidamente lasciando il campo a una nuova forma molto più maliziosa di utilizzo politico dei social network. E’ una coincidenza strana – per dire – che Andrea Di Pietro un paio di giorni dopo il suo exploit su Twitter abbia annunciato la sua candidatura alla primarie del Pdl. Da anonimo consigliere comunale a candidato alla guida nazionale del suo partito nello spazio di un semplice (e stupido) tweet.

Il meccanismo è rodatissimo nella comunicazione politica: si fa una dichiarazione esagerata, sciocca, offensiva; grazie alle reazioni indignate si guadagna l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica; eventualmente poi si fa un passo indietro per salvaguardare un briciolo di credibilità, smentendo o ridimensionando (“Sono stato frainteso”) la dichiarazione iniziale. Tutto questo, fino a qualche mese fa, funzionava soltanto se si disponeva di una visibilità abbastanza consolidata. Per attivare il meccanismo occorreva che la stampa rilanciasse la dichiarazione iniziale e la stampa segue perlopiù i nomi noti della politica, infischiandosene del primo consigliere comunale che passa.

Con Twitter e Facebook le cose cambiano: il meccanismo è diventato improvvisamente a disposizione di tutti, volti noti, meno noti e del tutto ignoti. Questo perché le reazioni nei social network sono in grado di moltiplicarsi in modo esponenziale, retweet dopo retweet, commento dopo commento, e creare in breve tempo una discussione abbastanza ampia da giustificare una notizia. E la notizia – come spiega proprio oggi con la consueta lucidità Fabio Chiusi – nasce dal tecnoentusiasmo che ha colpito negli ultimi tempi i giornali: quello che compare sui social network e il modo in cui questi vengono utilizzati sono diventati oggetto di un’attenzione spesso sproporzionata da parte dei media. E’ così che si alimenta il meccanismo delle dichiarazioni sciocche, ed è così che un anonimo consigliere comunale può scrivere oggi una stupidaggine su Twitter e candidarsi domani a leader di partito.