Never mind the bee stings

Gente che ci è piaciuta al London Popfest – #2 The Garlands

Posted in Sì viaggiare, Solo canzonette, Sul palco by matteb83 on 11 marzo 2013

I Garlands sono svedesi, hanno all’attivo un ottimo album omonimo e se cercandoli su Google siete finiti sul sito di una inquietante casa di riposo a Barrington, Illinois, tranquilli, capita anche ai migliori.

Autori di un indie pop diretto e senza fronzoli, canzoni sempre sotto i tre minuti con in primo piano chitarre jangly e dolce voce femminile, il loro set è  asciutto e veloce esattamente come la loro musica. Ma non per questo non si fanno notare. Anzi, nell’affollata seconda giornata del festival sono uno dei nomi che più resta impresso nella memoria.

Semplicità e ottime melodie, soprattutto quando si parla di indie pop, restano gli ingredienti fondamentali. E più difficili da trovare.

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Gente che ci è piaciuta al London Popfest – #1 Young Romance

Posted in Sì viaggiare, Solo canzonette, Sul palco by matteb83 on 6 marzo 2013

Il primo gruppo della prima sera del festival (che il festival sia grande o piccolo – e in questo caso è molto piccolo) è comunemente il più sfortunato. Di solito si tratta di un nome sconosciuto o quasi, ha l’arduo compito di spezzare il ghiaccio e sarà succeduto nel corso della serata e delle giornate successive da decine di altre band, rischiando di lasciare nella memoria dell’indaffarato spettatore solamente un ricordo vago e annacquato.

Tutto considerato, quindi, gli Young Romance se la sono cavata più che bene, visto che alla fine dei giochi si sono rivelati di gran lunga i più convincenti tra le quattro band in scaletta nella serata di venerdì.

Lei alla voce e scarna batteria, lui alla chitarra, sono saliti sul piccolo palco che ancora metà della gente stava sorseggiando birra al banco o direttamente fuori dal locale (un anonimo pub da qualche parte a Londra sud). Il loro è un power pop in qualche modo trattenuto, suonato con una strana timidezza impacciata, ma allo stesso tempo gettato in pasto a chi ascolta in modo molto sicuro. E le canzoni in questo modo escono fuori rumorose ma piacevolmente morbide, decise ma anche sfuggenti.

All’attivo al momento hanno un singolo uscito in digitale lo scorso anno per la EardrumsPop e disponibile in download gratuito. Tre canzoni perfette per farsi un’idea di cosa sono capaci questi più che promettenti Young Romance.

 

The beautiful ones

Posted in Parole, Sì viaggiare, Solo canzonette, Sul palco by matteb83 on 14 giugno 2012

Siamo stati – la morosa ed io – all’Optimus Primavera Sound, neonato gemello portoghese del Primavera Sound di Barcellona,  e le cose da raccontare sarebbero parecchie. Dalla classe infinita degli Yo La Tengo al pessimo concerto dei Drums, dallo spettacolare set dei Flaming Lips al forfait causa pioggia dei Death Cab For Cutie, dai divertentissimi Kings Of Convenience ai Beach House, relegati in un palco troppo piccolo per la loro fama. E ancora, le bellissime nuove canzoni degli XX, gli ottimi I Break Horses, un Lee Ranaldo in gran forma.

Mi limito invece a due menzioni particolari, dedicate alle due band che più hanno lasciato il segno nella nostra tre gioni al verdissimo Parque da Cidade di Porto.

La prima è per i Suede, nome di punta della giornata di apertura del festival. Li ho sempre ascoltati poco e la loro reunion, risalente a ormai un paio di anni fa, mi aveva lasciato piuttosto indifferente. Il piano era quindi sedersi in cima alla collina di fronte al palco principale e riposarsi una mezz’ora ascoltando distrattamente il concerto.

Dopo un paio di canzoni, però, eravamo già in piedi. Brett Anderson e soci hanno regalato un’ora e mezza di set irresistibile: suoni impeccabili, grinta e classe da vendere. Da ogni parte traspirava – ed è questo che ci ha colpito e conquistato tanto – una passione mai sopita per quelle canzoni e per quella musica.

Il senso ultimo di una reunion credo stia proprio qui: dimostrare – a se stessi e al pubblico – di avere ancora qualcosa da dire. E i Suede, senza alcun dubbio, ci sono riusciti.

Poi ci sono i Bigott, nome rivelazione del nostro Primavera Sound portoghese. Loro sono spagnoli, di Saragozza, e a guidarli è un tale Borja Laudó, buffo signore barbuto dalla voce profonda e dotato di notevoli movenze ballerine.  Le loro canzoni sono pasticci pop che mescolano il folk più giocoso a certi ritmi dritti degli anni ’80 (o meglio del revival degli anni ’80, che ormai è un genere a sé). E su tutte svetta Cannibal Dinner: piccola hit tanto contagiosa da diventare immediatamente l’inno più o meno ufficiale del festival.

Sbracati

Posted in Sul palco by matteb83 on 1 dicembre 2011

Forse era semplicemente una serata no, capita a tutti. Ancora, però, non riesco a mettere a fuoco i Junior Boys visti ieri sul palco del Locomotiv, qui a Bologna. Infastidito, sono scappato verso la macchina quando ancora dovevano spegnersi le note dell’ultimo brano in scaletta.

Che la veste live del duo canadese fosse diversa da quanto si può ascoltare su disco l’avevo scoperto già qualche anno fa, in occasione di un loro passaggio al Covo. E allora avevo apprezzato molto la scelta di un approccio rock e d’impatto, con basso e batteria ad affiancare tastiere e orpelli elettronici. L’idea era la stessa anche ieri, ma spinta troppo in avanti: verso periferie soul e leggerezze strumentali. Hanno sbracato, insomma. Peccato mortale, per una band che fa dei suoni algidi e della compostezza elettronica i propri netti segni identitari.